Solisti: Said Chraibi & Abdesselam Naiti
Direttore: Jamal Ouassini

Gaia Scuderi, ballerina danze orientali e Citrange Uppamah ballerina danze indiane

Luca Campioni (Italia - Violino)
Ruben Chaviano (Cuba - Violino)
Nicola Curioni (Italia - Viola)
Kalifa Diarra (Burkina Faso - Balaphon e Kora)
Davide Dondi (Italia - Violino)
Merkouris Evaggelos (Grecia - Liuto e Bouzouki)
Marco Fabbri (Italia - Bandoneón)
Marco Forti (Italia - Contrabbasso)
Enrico Guerzoni (Italia - Violoncello)
Nelson Machado (Brasile - Chitarra)
Guglielmo Pagnozzi (Italia - Clarinetto)
Alberto Rodriguez (Spagna - Chitarra)
Roberto Rossi (Italia - Percussioni)
Gilson Silveira (Brasile - Percussioni)
Franco Venturini (Italia - Pianoforte)


Il secondo concerto dell'Etno Jazz Pan Orchestra ha concluso degnamente la stagione 2008-2009 del teatro Manzoni con un progetto musicale che ha abbracciato le musiche del Mediterraneo con digressioni fino all'India. L'ensemble nasce da una idea del Maestro Giorgio Zagnoni, che ha voluto creare un progetto musicale transculturale unendo musiche tradizionali mediterranee, jazz e musica classica grazie al dialogo continuo tra le diverse fonti.

Negli ultimi anni in Italia era già nato un progetto di contaminazione musicale analogo, l'orchestra di Piazza Vittorio, nata però dal basso unendo musicisti di strada, immigranti giunti in Italia per lavorare e che erano musicisti non professionisti, portando ad un interessante risultato leggero e ironico. In questo caso invece si tratta di musicisti professionisti, provenienti dal mondo accademico classico o dal jazz, in cui gli stranieri risiedono da tempo in Italia.
Il risultato è stato quindi un insieme eclettico per una armonia colta e ben curata, dove le musiche tradizionali si sposano all'improvvisazione jazz e al rigore classico, con preponderante accento sull'ambientazione mediterranea
, infatti i musicisti oltre che dall'italia provengono soprattutto dai paesi magrebini, dalla Spagna, dalla Grecia, con inserimenti di un sitarista indiano, due percussionisti sudamericani e uno senegalese, che allargano ulteriormente l'orizzonte.

In particolare il secondo concerto è stato diretto dal violinista marocchino Jamal Ouassini, con ospite principale il liutista ed importante compositore egiziano Said Chraibi, che sull'esempio delle grandi orchestre magrebine hanno offerto una musica basata principalmente su melodie arabe contaminate dalla creatività e dalle culture sud europee.
Protagonisti principali gli ammalianti suoni dell'oud, il liuto arabo dal suono tondo e ipnotico, e il qanun, strumento a corde metalliche che viene pizzicato e non usato con martelletti come i corrispettivi europei. Non sono mancati gli intermezzi di danza, prime quella araba del ventre interpretata da Gaia Scudieri, e poi quella indiana, dalle geometrie perfette, con la danzatrice Chitrangee Uppamah, con una digressione musicale che è arrivata fino al cuore dell'India grazie al sitar di Ashanka Sen.
Le musiche hanno fatto viaggiare gli entusiasti spettatori dal Mediterraneo, all'Africa, all'India in una unico carosello mostrando ancora una volta l'universalità del linguaggio musicale, che unisce culture e tradizioni diverse al di là dei confini e delle divisioni.

per la redazione Giulia Clai