L'emo come lo conosciamo in Italia oggi, non è quello radicale, degli inizi, ma qualcosa di più costruito a tavolino dalle industrie (musicali e non) che hanno visto in questo genere, anche una moda, e uno stile musicale sempre più per adolescenti. Non si può negare che a fare la storia di questo genere sia stata anche una band come The Get Up Kids.

Il vero genere emo affonda le sue radici nell'hardcore degli anni '80 nell'area di Washington DC; si sviluppa poi nel corso dei '90 sempre più come genere a sé stante grazie a band indipendenti come Mineral, Jets to Brazil, Sunny Day Real Estate.
I Get Up Kids emergono successivamente, proprio in quella che è definibile come la seconda fase di questo genere, melodico, molto legato al punk rock e all'hardcore.

Nel 2005, dopo il bellissimo EP Woodson e tre full lenght (Four Minute Miles, On a Wire e The Guilt Show) usciti nell'arco di dieci anni di carriera, viene annunciato lo scioglimento, dovuto a motivi non precisati, come avviene nella maggior parte dei casi.
Alcuni membri della band hanno così modo di dare seguito ai propri side projects
: nella fattispecie Matt Pryor con The New Amsterdams, versione country e acustica dei Get Up Kids. Dà seguito al progetto The Terrible Twos, dedicato principalmente alla musica per bambini e non disdegna l'esordio solista, nel 2008, con l'album The Man of confidence.
Il tastierista James Dewees si dedica prima a se stesso sotto le spoglie di Reggie and the Full Effect e successivamente ad altre formazioni del calibro di New Found Glory e My Chemical Romance.

Nel 2009 la reunion per il tour dell'anniversario dall'uscita di Something to Write Home About.
Accontentati i fans italiani con due date, a Ceccano, vicino Roma, per la chiusura della prima serata della due giorni dell'Etnika Tour, e all'Estragon di Bologna.

La prima apparizione dal vivo in Italia della band risale al 2000. Personalmente lo ricordo come uno dei migliori concerti a cui abbia mai assistito. La cornice il Forte Prenestino di Roma, sul palco, prima di loro, The Anniversary, insieme a The Get Up Kids band di punta della Vagrant Records, l'etichetta californiana che portò alla ribalta non solo il quintetto di Kansas City, ma anche band come Dashboard Confessional, Face to Face, From Autumn to Ashesm Alexisonfire e the (International) Noise Conspiracy.

Ci voleva un concerto come quello di domenica scorsa, per riempire l'Estragon di fans, accorsi da mezzo Stivale per vedere finalmente i propri beniamini dopo dieci anni di latitanza dal nostro Paese.
Apre la serata The Briggs, band losangelina capitanata dai fratelli Larocca che con il suo punk rock, ruvido e grezzo, ricorda Buzzcocks e affini.

Salgono poi sul palco Matt Pryor e compagni, un po' imbolsiti rispetto a dieci anni fa, ma con la carica di allora. Si parte con le note di Holiday. La scaletta attraversa ovviamente tutti i brani di Something to Write Home About da Valentine a Out of Reach, poi Pryor incoraggia il pubblico sulle prime battute di una delle altre hits, Action and action, e per tutti è come tornare alla spensieratezza di quando si era ragazzini.
Nel corso della serata vengono riproposti anche brani più recenti come The One You Want e On a wire; è poi la volta di Red Letter Day, Mass Pike e di Close to me, cover dei Cure impeccabile in versione Get Up Kids.
Nel rush finale arriva Beer for breakfast cantata dal chitarrista Jim Suptic, seguita dalla romantica Don't hate me.
In chiusura Ten minutes che riecheggia da sotto il palco, con le prime file in estasi.

Ottima prova live, in attesa di un album di prossima uscita, che, secondo indiscrezioni, potrebbe vedere la luce il prossimo anno.

per la redazione Fabio Gandolfi