Mentre fuori piove...

L'atmosfera infatti non è delle più reggae venerdì sera in quel di Bologna, una fitta pioggia avvolge l'Estragon ed i tanti fans che dal Parco Nord vi si avviano, pronti per assistere ad un concerto che saprà scaldarli ed avvolgerli proprio come fosse un piccolo evento atmosferico, una bolla di sole nella pioggia.

E' questo l'effetto degli Africa Unite, in tour per presentare il nuovo disco uscito questa primavera, "Rootz", il loro quindicesimo lavoro discografico, che già nel nome richiama un ispirato ritorno alle radici, vibrante, militante, profondamente dub nelle sue ritmiche linee di basso e vivacemente reggae nei riff di chitarra e fiati.

Appaiono sul palco, il gruppo più longevo e rappresentativo del reggae made in Italy, sembra impossibile a vederli ma il progetto Africa Unite è in piedi ormai da 29 anni, da quel lontano 1981 in cui due ragazzi di Pinerolo decisero di intraprendere questo percorso musicale, pionieri del genere nel nostro paese; Bunna, Madaski & company hanno però l'entusiasmo e la carica di sempre, con in più l'esperienza e la consapevolezza di una big band di nove elementi che riesce a calcare il palco e trovarsi a suo agio più che mai.
In un istante tutto l'Estragon si mette a danzare e ondeggiare, in modo praticamente incessante per tutta la durata del concerto, anche perchè gli spazi tra un brano e l'altro sono brevissimi, la macchina sonora una volta accesa non si ferma. Ritmi positivi, l'anima reggae si scioglie così come i lunghissimi dread di Bunna, raccolti in testa a inizio concerto, ma che già al terzo brano si srotolano fin sotto le ginocchia, tra le ovazioni compiaciute del pubblico.

I brani del nuovo disco convincono e coinvolgono i fans con tematiche attuali ed impegnate, su tutte la denuncia di "Cosa Resta" rappresenta il profondo disagio nei confronti di una coscienza civile svuotata nella società odierna, che non riconosce più i valori autentici della democrazia. L'impegno sociale è presente anche con lo stand di Emergency all'interno dell'Estragon, al quale Bunna accenna caldamente più volte durante l'esibizione.

In due ore di concerto (con tanto di bis e tris acclamati all'unisono da tutta la folla) c'è spazio ovviamente per i vecchi successi, "Sotto Pressione" scatena un coro magistralmente diretto da Bunna che orchestra gli applausi e le mani del pubblico, "Mentre fuori piove", oltre ad essere decisamente inerente alla serata, aggiunge tonalità rock all'atmosfera. Ma c'è spazio anche per momenti di improvvisazione e sperimentazione elettro-dub, con la massiccia presenza di Madaski alle spalle di Bunna come cantante oratore decisamente fuori dagli schemi.

L'insieme è omogeneo, un meccanismo perfettamente oliato che tocca la mente e lo spirito e infonde un'emozione profonda e condivisa, in puro spirito reggae, scatenato e interpretato da chi di reggae, non c'è che dire, se ne intende veramente. Mentre fuori piove...

Per la redazione Stefano De Carlo