Tutti amiamo la musica pop. Inutile nascondersi dietro a giubbotti di pelle rock, vinili da indie-addicted, vestiti da dancefloor. La musica pop, i suoi ritornelli tormentone e le melodie easy listening ci circondano e ci accompagnano ogni giorno. Si può essere metallari, nerd, macchiette stereotipate in stile Altà Fedeltà di Nick Hornby, ma nessuno è fuori dal mondo delle canzonette.

Ma di canzonette molto spesso non si tratta. E come dimostra la musica di Immanuel Casto, spesso la musica pop può diventare qualcosa di nuovo e diverso da ciò a cui siamo abituati. Estremamente diverso.

Ironiche, divertenti, provocatorie e esplicite, la canzoni di Immanuel Casto sono divenute nel giro di pochi anni un piccolo caso nel panorama della musica italiana. Alimentate dal tam-tam sul web grazie a videoclip curatissimi, brani come Touché (par l'amour), Escort 25 e l’ultimo singolo in chiave hi-tech Crash sono infatti stati brani cliccatissimi in rete. Dividendo subito i pareri del pubblico sulla figura del Casto Immanuel.

Perché la musica di Immanuel o si ama o si odia. Su basi spiccatamente pop e ritornelli dal sound davvero glamour, ogni canzone propone testi davvero poco convenzionali, in cui ironia, temi di attualità, sesso, citazioni, amore e vizi contemporanei sono amalgamati insieme senza alcuna paura o indugio morale. Ogni sua canzone, fin dal titolo, è un pugno nello stomaco per i ben pensanti: parole chirurgicamente precise e giri di parole anti-convenzionali portano alla luce vizi e virtù di ciascuno di noi, giocando su tabù su cui la musica, nel bene o nel male, mai si era ancora focalizzata.

Maliziosamente ammiccante come Lady Gaga e Prince, ma con lati oscuri e politicamente scorretti da far imbarazzare personaggi estremi alla stregua di Marylin Manson. Questo è il sound di Immanuel, con tutto ciò che la musica pop oggi offre come contorno: videoclip, foto da copertina, sito web, profili facebook e twitter, vestiti di scena, interviste e rumours. Assolutamente perfetto per il mondo dello show- business pop, senza nulla fuori posto e ogni dettaglio, controcanto e suoni curati in modo ineccepibile, così da stupire, incantare o far gridare allo scandalo il proprio pubblico.

Ma come per qualsiasi pop star che si rispetti, è il live il momento culminate per Immanuel, che con il suo Adult Tour 2010 non pare, fin dal titolo, voler nascondere i suoi intenti. Ma è qui che il personaggio Immanuel, figura  virtuale fatta di immagini patinate e balletti ammiccanti in luoghi esotici, si scontra con l’artista in carne e ossa. Perché bisogna subito metterlo in conto: ascoltare e vedere una esibizione di Immanuel dal vivo non è la stessa esperienza che si prova di fronte ad un videoclip. Sul palco del Redrum, a pochi centimetri dai fan, Immanuel è allo stesso tempo ciò che ci aspetta ed esattamente la sua antitesi: il centro di uno spettacolo musicale colmo di balletti, ballerine, cambi d’abito e hit da ballare; ma anche un persona in carne ed ossa a cui manca il fascino dei luoghi favolosi e delle immagini artificiali a cui ha abituato il suo pubblico.

Attenzione comunque: il concerto scivola via benissimo, un tripudio di pop condito da argomenti e testi che di pop hanno davvero poco, risatine imbarazzate e stupore del pubblico compreso. Tra momenti di puro divertimento e ballo, il Casto Divo è il centro dello show: canta e balla senza risparmiarsi, entra e esce dal palco per ben tre volte per un cambio d’abito, non tradisce alcuna emozione, riproduce sul palco i movimenti e le pose che lo hanno reso famoso nei propri video musicali come una pop star degna di tale nome. E, ciliegina sulla torta smaccatamente pop, propone in anteprima per la prima data del suo tour una nuova canzone, dal titolo Revival. Il tutto seguito dal suo gruppo di ballerine, le beat girls, che da vere groupie professioniste accompagnano e seguono Immanuel per tutto lo spettacolo.

La distanza tra l’artista sul palco e l’Immanuel Casto che tutti conoscono su disco o sul web però rimane. Si può giustificare il tutto con scuse non dipendenti dall’artista, come il fatto che il concerto abbia avuto un cambio di location all’ultimo minuto, oppure che l’audio del locale non sia proprio adatto ad una esibizione di questo genere. Però, alla fine di tutto dello show, dei balli, canti, perline, camicie aperte sul petto, tutine da sexy atleta, pose da star e chi più ne ha più ne metta,  il dubbio rimane: Immanuel ci è o ci fa?

Domanda davvero difficile a cui rispondere: allo stesso tempo mainstream e estremo, discutibile e discusso, geniale o pervertito, reale o costruito a tavolino. Ma proprio per questo pop, a tutti gli effetti. Perfetto per una nuova generazione di star e starlette nate e cresciute su MySpace e YouTube

Per la redazione Valerio Sillari