INTERVISTA SATOMI YANAGIBASHI
Di Francesca Miglioli


Introduzione
Lirica, Intercultura, Pedagogia, Classe, Raffinatezza, e soprattutto un'inestimabile Umanità. Queste le vibrazioni percepite nell'incontro con la soprano giapponese Satomi Yanagibashi, che ho avuto l'onore d'incontrare nell'ambito dei concerti benefici che sta realizzando in città a favore della Croce Rossa Giapponese. Il sorriso, la gentilezza e la delicatezza dei modi di quest'artista mi hanno regalato uno dei più bei momenti del mio percorso giornalistico. Una testimonianza di vita del Mondo della Lirica Internazionale da cui si evince un percorso originale, caratterizzato da un'incrollabile fede nelle proprie doti artistichevotato all'amore per la Musica e alla trasmissione di questa passione e grande dedizione alle nuove generazioni, rappresentate in primis dai cori MiraiBo e PicaBo, due esempi d'eccellenza musicale cittadina ancora poco conosciuti e valorizzati. Satomi ha un grande cuore, che non dimentica le ferite della Terra
natia, a cui dedica molte delle sue attuali iniziative, ed é allo stesso tempo instancabile nel portare avanti progetti di educazione musicale interculturali, favorendo gemellaggi con le scuole estere. Un sogno che merita di essere sostenuto al meglio, e d'incontrare il più vasto pubblico possibile. Non potrà che esservi un abbraccio in un mondo di note che s'incontrano secondo le emozioni universali che uniscono tutte le civiltà, come quella
europea (nel nostro caso italiana) e quella giapponese.

FM: Voce internazionale e storica del mondo della Lirica... Hai iniziato nella più tenera infanzia a suonare il pianoforte e a cantare, formandoti tra Tokyo e Bologna, dove attualmente risiedi. Hai scelto di restare qui per via della sua tradizione di Città Musicale, sin dai tempi di Mozart?
SY: E' una storia che inizia dalle caratteristiche della mia voce, così particolare, quasi non giapponese. Mi sono formata in Patria, dove dalle elementari sino al liceo ho studiato il repertorio classico tedesco, culminato nell'incontro con la Musica Barocca e con Bach, a cui ho in seguito dedicato la laurea. Una formazione in contrasto con quella europea, incentrata sulla scala DO RE MI FA SOL LA SI DO. Pena che non riuscivo a pronunciare i diesis. Poi è arrivato il repertorio francese, infatti ho eseguito nei miei studi anche brani di Debussy. Ma non avendo avuto molte possibilità in quell'ambito, sono ritornata alla sfera tedesca. Doveva diventare la mia casa arrivata anni dopo in Europa e invece, sono finita in Italia,  innamorata di Roma. Solo in seguito ho scelto di trasferirmi a Bologna. Due le ragioni... La sua posizione geografica, strategica, al centro della penisola. E soprattutto, perché era la città di Mirella Fregni, meravigliosa cantante lirica che mi colpii sin dal primo
ascolto. Moglie del grande e celebre Leone Magieral Direttore d'Orchestra del Conservatorio di Bologna. Erano gli anni ‘80, e io sognavo di poter incontrare questa
grande artista. Così scrissi alla Scuola (non esisteva Internet all'epoca), al fine di poterla incontrare, ma non ebbi risposta alcuna. Il mio sogno si sarebbe realizzato soltanto dopo aver superato l'esame di ammissione al Martini, dove in seguito sarei stata allieva dello stesso Magiera. Tanti i ricordi professionali ed umani che mi legano alla Bologna di quel periodo... Come la prima volta che mi accompagnarono a vedere l'Opera a Ravenna.
FM: L'opera lirica che ha permesso al pubblico europeo di avvicinarsi all'Universo culturale giapponese è senza dubbio "Madame Butterfly". Che rapporto hai con quest'opera, struggente e delicatissima al contempo, che  ricorda quasi la fugacità della stagione dei ciliegi?
SY: Madame Butterfly rappresenta l'opera che, in quanto Giapponese, devo inserire in ogni concerto, in ogni parte del Mondo in cui m'invitano, da New York a Tokyo, senza dimenticare Kyushu, di cui sono ambasciatrice. Vi è una storia bellissima legata al costume di Cho- Cho san. E' un Kimono rosso del 1943. Era l'abito di nozze di una giovane
promessa sposa, che mori in guerra. Una vita durata quanto la fioritura dei ciliegi... Il suo fidanzato, un signore che mi ha seguita nella mia carriera artistica, mio ammiratore, me l'ha regalato. E' un kimono splendido, finemente ricamato a mano, che indosso ogniqualvolta mi è possibile. Quest'anno volevo metterlo all'asta per la croce rossa giapponese, al fine di raccogliere fondi che serviranno alla ricostruzione del post terremoto 2011. Ma non ho ancora deciso. Aspetto un segno che mi indichi il momento e l'occasione giusta affinché quest'abito compia il suo destino.
FM: Bologna è una città interculturale, e sono molte le associazioni attive nel campo della promozione e della sensibilizzazione della Cultura Giapponese. Penso alla Fondazione Nipponica ma anche all'Associazione Culturale Takamori, nonché a tutti quegli intellettuali e artisti della tua Terra Natìa che hanno scelto di stabilirsi qui. Come promuovere la lirica al meglio in tale contesto?
SY: Il coro dal vivo è una Magia. Il sogno è di aprire un giorno una scuola di musica interculturale, qui a Bologna, che realizzi anche gemellaggi musicali con il Giappone e altri Paesi. Credo molto nel mio sesto senso, e spero sia un progetto realizzabile concretamente al più presto. Non è facile lavorare in quest'ambito, spesso c'è diffidenza verso un'insegnante giapponese, a maggior ragione se dirige cori poco conosciuti come Miraibo e Picabo. I cori interculturali sono pochi e poco numerosi. Un peccato. Dopo una vita nel Mondo della Lirica come Solista, calcando alcune delle scene più importanti del
Mondo, ora amo dedicarmi all'insegnamento ai Bambini Abbiamo bisogno di più visibilità, di nuove e appropriate occasioni per far conoscere queste realtà musicali alla città.
FM: Il tuo repertorio nell'ambito della Musica Barocca è ricchissimo, e questo campo hai dedicato lunghe ricerche. Esiste secondo te un punto d'incontro tra la tradizione
barocca europea e quella tradizionale Giapponese? In fondo la Musica è un linguaggio universale, sebbene i codici culturali portino a percorsi talvolta apparentemente
lontanissimi tra loro.
SY: In Giappone vi è stata una grande importazione di musica dall'estero. E' grandissima in tal senso l'influenza della tradizione tedesca e francese. Basti pensare che da bambina, alle 6 del mattino, ascoltavo alla radio canti gregoriani. Il maestro che alle medie me li
faceva ascoltare l'ho in seguito ritrovato come Professore universitario di teoria musicale. Mi dicevasempre "Devi avere una luce nel cuore quando canti". Una luce... universale. Ma è difficile secondo me trovare dei punti di contatto tra la tradizione musicale Giapponese e
quella Barocca Europea.                                                                                            FM: Che ne pensi del Contemporaneo? Le sperimentazioni e le avanguardie musicali come l'esperienza di John Cage hanno ispirato anche il tuo lavoro o le consideri appartenenti a mondi troppo diversi da quello della Lirica?
SY: Mi sono occupata in passato di musica contemporanea nell'ambito lirico, e non sono a sfavore del genere quando è basato su uno studio approfondito del Barocco. E quando l'esecuzione tiene conto delle effettive possibilità dello strumento vocale e musicale. Quando eseguivo i repertori contemporanei, mi veniva chiesto di eseguire note bassissime accompagnate subito, all'estremo, da altre altissime. Quasi che le corde vocali fossero macchine, e non l'espressione di una voce umana. Un collega, ospite in passate edizioni della Biennale della Musica a Venezia, era un'eccezione che dovrebbe essere presa ad esempio nel settore. Quando dovette mettersi a comporre contemporanea per koto e
contrabbasso, prese gli strumenti in casa, al fine di studiarli accuratamente e creare una partitura consona alle aspettative della committenza ma anche alle esigenze degli artisti . Ciò è stato reso possibile dalla sua grande conoscenza del repertorio tradizionale della Musica europea del ‘700. Senza un'adeguata base di studi tradizionali non si può eseguire o creare Musica contemporanea di qualità.
FM: Cosa rappresenta per te l'esperienza dell'insegnamento? Qual'è il messaggio più importante che vuoi trasmettere ai tuoi allievi?
SY: La Positività. La Bellezza della Musica lirica. La necessità di uno studio serio per creare un serio percorso di crescita. E' un percorso che insegno alternando la creatività e la meditazione alla disciplina e ai vocalizzi. In un modo tutto mio. Ma c'è sempre anche un momento dedicato alla convivialità, in cui si può parlare di tutto. Non ho mai smesso di cantare perché credo in me stessa, e questa fiducia non mi ha mai abbandonata,
nonostante tutte le avversità incontrate nella carriera, dovute a cause esterne indipendenti dal mio percorso artistico. Per questo sono sempre stata felice. E oggi lo sono nell'insegnare ai bambini. Per loro cis arò sempre.
FM: I concerti che stai tenendo nel bolognese sono di natura benefica. Il ricavato verrà devoluto alla Croce Rossa Giapponese. Note di speranza per una terra profondamente colpita. Quale programma proporrai nell'esibizione del 15 maggio, presso la Basilica di San
Francesco in Piazza Malpighi?
SY: Si tratta di un evento che ospiterà più cori, di Bologna e non. Sarò presente con il coro PicaBo, con cui eseguiremo alcuni classici della tradizione giapponese, come Sakura, Momiji, Yuki e Hoharu Koi .E' uno stupendo coro di bimbe di diverse nazionalità. Spero che il pubblico ci accolga con calore e affetto, come sempre. Il nostro canto sarà per il Giappone. Speriamo di poter sostenere il più possibile la Croce Rossa. Doneremo ai
partecipanti un piccolo origami, affinché possano ricordare negli anni, quanto è accaduto, con note di speranza. Un augurio per il futuro a tutti i Bolognesi. Note Biografiche dell'Artista : Satomi incomincia a suonare il pianoforte all'età di 3 anni. Ha studiato canto
e pianoforte all'Università Statale di Arte di Tokyo. Consegue il titolo di Bachelor in arte con specializzazione in musica vocale ed il titolo di Master in Arte conseguito presso la facoltà di musica dell`Università Statale di Arte di Tokyo. Trasferitasi in Italia nel 1985, si diploma al conservatorio G.B. Martini di Bologna sotto la guida del maestro Leone Magiera. Ha vinto numerosi concorsi durante la sua carriera di cui il primo in Giappone nel 1982, Musica Francese, dà il via alla sua carriera internazionale. In Italia ha vinto numerosi concorsi tra cui il Concorso di Musica Barocca G.B. Pergolesi a Roma nel 1990. I suoi numerosi concerti comprendono lavori del repertorio concertistico e operistico di compositori quali: Bach, Vivaldi, Mozart, Schubert, Scumann, Strauss, Wolf, Debussy, Faurè, Ravel, Rossini, Bellini, Verdi, Puccini, Berio. Nel 1996 incide un Greatest Hits di arie liriche a cui fa seguito nel 1997un'altra incisione di famose arie liriche e di musica moderna. Nella seconda parte degli anni 90, l'artista lavora moltissimo per perfezionare il suo repertorio di musica barocca. A riprova di una personalità votata allo studio ed alla ricerca, finalizza questo lavoro incidendo insieme ai Virtuosi Italiani un CD di musica barocca nel 1998. Nel 2000 incide un CD con musiche del compositore Manlio Maini del 900', insieme alla cantata 51 di Bach. Del 2003 è invece il CD di musiche tradizionali Giapponesi, e del 2005 quello contenente brani di Mozart, Bach, Rosenmuller, Scarlatti, Haendel. Ha collaborato con la Chiesa dei Servi di Bologna dal 2001 fino al 2005,
interpretando autori barocchi e classici in numerosi concerti. Nel 2003 ha cantato con il Teatro Comunale di Bologna e l'Oratorio Lamentazione di Padre Pellegrino Santucci. Nel 2005 ha partecipato con Musica Insieme a una serie di concerti nell'area metropolitana Bolognese. Nel 2006 ha inaugurato con un concerto di arie d'opera la
nuova Music Hall a Miyakonojyo in Giappone. Dal 2008 insegna canto e dirige i cori MiraiBo e PicaBo. Satomi ha effettuato numerose tournée in paesi Europei e negli Stati Uniti e continua a cantare regolarmente in Giappone ed in Italia come solista in concerti lirici e classici.